Chi sono questi ragazzi?


Se si domanda agli animatori del proprio oratorio quali sono i ragazzi con cui hanno più difficoltà a rapportarsi o quelli che più difficilmente si lasciano coinvolgere nelle attività proposte, molto probabilmente la loro risposta sarà: «i ragazzi delle medie». Forse non ci stupiamo nemmeno che questa sia la loro risposta, e un po’, anche la nostra. Ma perché si fa così fatica a stare con loro? Che cosa cambia così radicalmente rispetto ai bambini delle elementari?
Certo, l’estrema vicinanza anagrafica non aiuta l’animatore: spesso capita che ci siano uno o due anni di differenza tra chi anima e i ragazzi preadolescenti di cui deve prendersi cura, e probabilmente riuscire a instaurare una relazione che sia, allo stesso temo, reciproca e asimmetrica non è semplice. Tuttavia prima di arrivare al come potersi mettere in relazione con i preadolescenti ci interessa approfondire una questione ancora più importante: “Chi sono questi preadolescenti?”.
Per rispondere a questa domanda dobbiamo, innanzitutto, partire da un presupposto: non esiste uno stereotipo di preadolescente. Sembra una banalità, ma ci preme sottolinearlo perché, nonostante si possano trovare degli elementi comuni che appartengono a questo periodo dell’età evolutiva, l’estrema variabilità del mondo preadolescente fa sì che le caratteristiche che si ritrovano in qualcuno, in un altro possano essere completamente assenti e viceversa. Anche semplicemente andando di oratorio in oratorio si può vedere come il contesto in cui crescono, oltre che le storie di vita che possiedono, influiscano in maniera significativa sulla loro identità. Non esistono delle ricette preimpostate, ma piuttosto ragazzi e ragazze molto eterogenei tra loro, con i quali è bene avere attenzioni e proposte calibrate, tenendo presenti alcuni aspetti che caratterizzano questo periodo della loro vita.
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